Movie Style by Laura: e fu TUTTA COLPA DI FREUD!

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Lo sapevate che la malattia più diffusa al mondo è l’amore? Lo sa bene Francesco (Marco Giallini), il protagonista del film Tutta colpa di Freud, per la regia di Paolo Genovese. Lo sa bene perché fa l’analista, lo sa bene perché è abituato a trattare l’amore in tutte le sfaccettature, ma soprattutto lo sa bene perché ha in cura tre casi disperati: Marta (Vittoria Puccini), una libraria estremamente romantica e credulona che si innamorata di un ladro di libri. Sara (Anna Foglietta), gay dalla nascita che decide dopo l’ennesima delusione di diventare etero, ed Emma (Laura Adriani), diciottenne ribelle che perde la testa per un cinquantenne sposato. Ma il vero caso disperato è proprio il suo, quello di Francesco perché Marta, Sara ed Emma sono le sue tre adorate figlie.

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Modelity è stata per voi alla prima a Bologna e ha raccolto le impressioni dalla viva voce dei protagonisti!!!

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Genovese unisce tematiche divertenti e importanti con estrema leggerezza dosando perfettamente gli ingredienti nel lettino dello psicanalista.
Le tipologie ci sono tutte: la ragazza che continua a credere nell’amore perfetto e spera che ogni uomo sia quello giusto; la lesbica, protagonista assoluta della sua vita, donna forte che crolla di fronte all’ennesima delusione e decide di diventare etero perché si chiede: “Se voi donne siete disposte a mettere da parte la vostra vita, le vostre ambizioni, a fare figli, a sacrificare il vostro tempo, a cucinare e fare i servizi di casa, ebbene questi uomini devono pur valere qualcosa? Devono essere veramente speciali!”. Poi c’è l’adolescente che si innamora di un uomo dell’età di suo padre, per giunta sposato con una bellissima donna che sarà la chiave di tutto il film.

La storia più commovente di sicuro è quella di Marta che conosce Fabio, un giovane sordomuto che ruba il libri per seguire dai libretti i testi delle opere liriche, e se ne innamora perdutamente. Ma la relazione tra i due è molto complicata per via dei diversi linguaggi e dei pregiudizi di entrambi da superare.
“Sono molto felice di come è venuta fuori la storia tra Marta e Fabio – ci spiega il regista Paolo Genovese – per girare le scene e per il linguaggio dei sordomuti ci siamo fatti aiutare dall’Associazione Italiana Sordi, un ausilio importante per tutta la durata del film, per capire la psicologia, le debolezze e le fragilità di un non udente. Il mio intento era quello di creare un film che avesse la capacità di affrontare con leggerezza, ma senza superficialità alcune realtà, per farle arrivare al cuore dello spettatore e spero di esserci riuscito”. Del suo ruolo, di Marta, parla anche Vittoria Puccini, ricordando come in realtà la storia sia nata durante le riprese del film: “la sceneggiatura ha dato delle indicazioni, poi molte delle scene migliori sono nate spontaneamente. Mi stimolava moltissimo il lavoro con un traduttore della lingua dei segni, è un mondo affascinante che merita di essere descritto perché spesso le differenze nascono più dalla non conoscenza che dalla difficoltà dei linguaggi di comunicazione”.

La storia di Sara, invece, parla di un’altra diversità, quella di orientamento sessuale. Di come spesso ci si dimentichi che in realtà, tutti, nessuno escluso, siamo sempre alla ricerca del grande amore. Che sia uomo o donna poco importa, purché sia vero!
Divertentissima è la catalogazione che viene fatta dall’analista degli uomini: “Gli uomini – dice Francesco – sono per la maggior parte difettosi e si dividono in alcune categorie: gli eterni Peter Pan, i Mammoni, quelli che non vogliono responsabilità ecc… La fortuna di una donna sta nel riuscire a trovare quei pochi buoni che sono rimasti nella piccolissima percentuale residuale, in bocca al lupo!” Marco Giallini dichiara di aver molto amato il suo personaggio, in primo luogo perché anch’egli è padre e in secondo luogo perché ha potuto approfondire attraverso Francesco, molti lati caratteriali e umorali che spesso ci sfuggono delle persone che ci circondano.

Nella relazione di Emma, la diversità è nell’età delle persone che si amano, lei 18 anni e lui 50. Il film coglie e sottolinea tutte le sfumature generazionali, riuscendo ad evidenziare come una bella avventura che inizialmente può apparire appagante, in realtà a lungo andare e con l’approfondirsi della conoscenza faccia risaltare gusti e tendenze molto lontane per età ed esperienza.

Tutta colpa di Fraud ha, inoltre, una colonna sonora straordinaria con pezzi ricercati che annoverano, tra gli altri, brani dei Nouvelle Vague, di Melody Gardot, dei Musica Nuda e di Daniele Silvestri. Tra i personaggi del film, nel cast, attori di grande bravura come Alessandro Gasmann, Claudia Gerini, Gianmarco Tognazzi e Daniele Liotti.
Un film dal ritmo eccellente, incalzante, che ti lascia comunque il tempo di pensare, di ridere, di emozionarti… Insomma , mie care Modelity, da vedere!

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